Manifesto di critica pedagogica ed educativa

Premessa
Il manifesto si propone di
1) dar vita a un ripensamento critico e aperto intorno ai temi-chiave dell’educazione, dell’istruzione (in ogni suo ordine e grado) e della riflessione pedagogica attuale;
2) offrirsi come strumento per un’analisi di struttura e di funzione intorno a questi temi, ispirandosi a un’ottica “progressista” e laica;
3) concentrare le varie analisi da tener vive proprio sulla scuola e l’università, posta come agenzia formativa-chiave del Moderno Avanzato, in modo da farne emergere eventuali chiusure, aporie, insufficienze rispetto a un modello democratico e emancipativo dell’educazione e della pedagogia;
4) assumere il ruolo di “controcanto” rispetto alle soluzioni su tali temi/problemi ufficialmente dichiarate dal mondo politico e istituzionale, tenendo fermo quel modello sopraindicato di prospettiva pedagogica e educativa che si lega ai valori costituzionali (di uguaglianza, di partecipazione, di formazione umana e di libertà nella solidarietà) e si propone di tenerli fermi nell’operare sulle varie frontiere dell’educazione-istruzione-formazione.

Dieci principi guida

1. Si deve (e sempre di più) favorire la formazione di ciascun soggetto-individuo-persona, riconosciuto e tutelato nella propria peculiarità attivando con lui e per lui un’autentica pratica-di-cura e di orientamento atta a garantire e tutelare la sua apertura educativa ed evolutiva per l’intero corso della vita.

2. Guidare un passaggio dalla multiculturalità all’interculturalità e al dialogo tra le culture e tra tutte le differenze al fine di dare forma a una mente transculturale: obiettivo irrinunciabile del presente Secolo.

3. La scuola dell’autonomia è stata ed è il modello più organico di scuola per l’esercizio del pensiero critico e creativo, della inclusione e collaborazione, di costruzione di una cittadinanza attiva.

4. Si deve prendere posizione (critica e argomentata) contro tutte le forme di rigida stratificazione, di pregiudiziale selezione e di colpevole dispersione di risorse personali e sociali, materiali e intellettuali, cognitive, emotive, immaginative. E, questo, con particolare attenzione alla scuola del nostro Paese dove tali fattori sono ancora presenti e operanti.

5. Va tenuto fermo e riaffermato il primato di una formazione culturale nutrita della complessità, criticità, formatività dei saperi umanistici rispetto a quelli scientifico-tecnologici, fondamentali ma non da considerare – sempre e ovunque – paradigmatici in toto. Va tenuta ferma, parimenti, l’imprescindibilità dal valore della lingua italiana nella sua straordinaria vitalità, ricchezza e creatività, rivendicando per essa lo status di requisito principale per la pratica dei saperi e la conoscenza esperta di altre lingue.

6. La tecnologia va tutelata nelle competenze d’uso che richiede, ma anche nella comprensione dei suoi limiti e delle sue necessarie integrazioni: la comunicazione verbale, il libro, etc.

7. I media vanno interpretati anche nel loro potere sociale e psicologico di cattura dell’immaginario, di omologazione, attraverso una Media Education critica.

8. Si deve tutelare la funzione e identità degli Atenei, anche di quelli minori, senza attivare una loro “razionalizzazione” talvolta selvaggia che ne limita l’azione, anche e soprattutto rispetto ai ceti più deboli di promozione sociale e culturale.

9. Vanno analizzate e criticate le forme concorsuali per l’accesso alla carriera scolastica e accademica, della quale poco si tutela la qualità della ricerca in prospettiva di una professionalità intellettuale riflessiva e non soltanto tecnica.

10. L’Università non può indossare la veste di una Azienda, come vorrebbe il neoliberismo economico dominante. La sua macchina scientifica non produce “bulloni”, non smercia prodotti di consumo immediato, non mette sempre in vendita merci oggettivamente misurabili. È un sistema culturale complesso, ma produce quell’unico bene – di nome Scienza – che risulta difficilmente valutabile con strumenti di natura matematico/statistica.


  


Promotori di tale iniziativa sono: Franco Cambi, Franco Fabbroni, Eliana Fraunfelder, Fanny Giambalvo, Franca Pinto, Vincenzo Sarracino
Ultime modifiche: domenica, 23 novembre 2014, 17:25